Studiare a quest’età

Pubblicato 16 febbraio 2018 da Giada Bevicini

Studiare a quest’età… eh già, 36 anni suonati e rimettersi a studiare, dopo che dalla mia laurea son passati quasi una dozzina d’anni… non è facile, ma sicuramente ciò che serve è la forza di volontà.

Mai arrendersi, dunque, se si vuole arrivare a raggiungere qualcosa di più.

Una figlia, un marito, i vari impegni quotidiani, la scrittura sul web… non c’è niente che possa fermare il volere di una persona caparbia nel non voler arrendersi e dunque, anche se a quest’età, perché non ricominciare?

Chi decide quando è troppo tardi o quando qualcosa invece si può ancora fare? Di certo, non l’età anagrafica… forse, conta più l’età che uno si sente dentro.

E allora diamoci dentro e continuiamo a vivere, ogni giorno a mille, perché sopravvivere solamente non è abbastanza bello.

E viviamo di colori, di sfumature, di sfaccettature, di emozioni, di pensieri e parole che ancora dobbiamo dire e di esperienze che ancora dobbiamo vivere, di paesaggi ancora da disegnare e di ricordi ancora da rivivere.

Il tempo la farà da padrona. Per adesso… forza e coraggio a chi come me porta avanti un sogno nonostante alcune difficoltà di passaggio per farlo totalmente suo, anche quando si pensa che ciò non possa portare a niente, anche quando tutto parrebbe andare storto, anche contro tutto e tutti, mai arrendersi e farsi portare via dal vento…

… non siamo foglie, siamo querce con radici profonde.

Stralci dal mio ultimo ebook “Una piuma d’amore”

Pubblicato 25 ottobre 2016 da Giada Bevicini

Quanto tempo sprecato a discutere.

Quanto tempo perso di questa meravigliosa vita, che poteva inve e andare diversamente.

È stato tutto questo a ricoprire la bellezza di ciò che eravamo, di ciò che avevamo.

Ti volevo odiare e non ci riuscivo.

Chi ama lascia indietro tutto ciò che non serve, per rimpiazzarlo con giornate di sole, bei ricordi, amore.

——–

Nella vita si fanno molti errori, soprattutto con chi si ama.

Io e te di errori insieme ne abbiamo fatti tanti, ci amavamo.moltissimo.

Tu sei stato il mio errore più bello.

—–

Qualcuno che si fida ciecamente di te.

Abbandonarsi all’altro.

Questo è l’amore.

Rispettarsi.

Andare avanti e muovere altri passi, anche quando si sente che proprio non sarebbe invece possibile.

Estratti dai miei libri

Pubblicato 21 agosto 2016 da Giada Bevicini

Da “Sei il mio respiro”:

 

Tutta colpa del destino. Come sempre.

Non era mai il momento adatto. Ora lui era felice e lei doveva tirarsene fuori.

Destino crudele.

 

L’amore è quel qualcosa che fa sentire di essere ancora vivi, di essere una parte del mondo, una parte buona, che ama, che sogna, che si libera in volo, magari in due, uno di fianco all’altro.

Guardare il cuore dritto in faccia, questo è l’amore. E’ una carezza che ti arriva piano, dolcemente, come un sussurro, quando meno te lo aspetti. Proprio quando credevi di essere morto. A donarti ancora respiro.

 

Da “Con un battito d’ali”:

 

Ma la verità rende liberi. E lo ha fatto anche con me.

Forse dopo troppi anni passati in lacrime, perché ci sono state anche quelle, ma è successo.

Ed è stato come respirare la prima volta. Dunque, è così che ci si sente quando si ha la verità nel pugno di una mano: liberi.

 

Nessuno ti sente. Nessuno ti osserva. Nessuno sa niente di te. Perché mancano le parole.

E finché non riesci a trovarle non c’è niente da fare, le cose stanno così e basta. E ti senti sempre più uno schifo.

Questo vuoto di parole però, può essere riempito, se è questo che si vuole veramente.

Se si vuole vivere e non solo sopravvivere.

 

Da “Con gli occhi di una figlia”:

 

Posso solo immaginare quali siano adesso i tuoi sogni.

Posso anche guardarmi indietro e ricordare i tuoi anni.

Finché sei con me, ti tengo stretta al cuore.

 

Da “Con gli occhi di una madre”:

 

Questo vorrei per te. Passione, amore, ricerca. Sempre. In ogni attimo della vita.

Ora devi saper continuare a sognare.

E’ importante questo nella vita. Sognare significa anche essere liberi, di esprimersi, di volare, di attraversare paesi così tanto immaginari quanto reali.

 

C’è bisogno di scrivere e sbagliare, per poi ricominciare ed accartocciare ancora il foglio.

Ritentare e sentire che proprio non si riesce, se si vuol dire veramente di averci provato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: